[cs_content][cs_element_section _id=”1″ ][cs_element_layout_row _id=”2″ ][cs_element_layout_column _id=”3″ ][cs_element_image _id=”4″ ][cs_element_text _id=”5″ ][/cs_element_layout_column][cs_element_layout_column _id=”6″ ][cs_element_text _id=”7″ ][/cs_element_layout_column][/cs_element_layout_row][/cs_element_section][/cs_content][cs_content_seo]Dopo l’esperienza all’Olimpiasile, stagione del decollo per il 24enne sbocciato nelle giovanili del Casier

 
MOTTA DI LIVENZA – Dopo le giovanili a Casier concluse con gli ultimi due anni da Under in Serie D, era passato al Quinto dove ha disputato il campionato Under 20 e la Serie D, arrivando fino in finale. 
Dopo il secondo anno a Quinto, in seguito ad una breve esperienza in Promozione, ha giocato a Trevignano. Per poi passare, l’estate successiva, alla Olimpiasile. Nell’estate 2020 per Riccardo Baseggio, 24 anni, è arrivata l’opportunità di rimettersi in gioco con la Pallacanestro Motta.
Chi è Riccardo? 
«Sono un ragazzo semplice ed umile, cerco sempre di dare il massimo e ho rispetto per chiunque metta piede su un campo da basket. Mi definisco un leader silenzioso in campo, mi piace comunicare dando l’esempio. E credo che le parole servano nel momento in cui possono dare qualcosa di positivo agli altri, soprattutto ai più giovani».
Dove nasce la sua passione per il Basket? 
«Ho iniziato a giocare quando ero in prima media, non c’è stato un momento preciso, seguivo già da piccolo il basket. Mio papà ha sempre giocato e seguito questo sport. Probabilmente è sempre stato dentro di me, ci ha solo messo un po’ troppo a venire fuori. Del gioco apprezzo il mix tra tecnica ed atletismo, l’adrenalina delle partite, il sudore negli allenamenti, la differenza che può fare il gruppo squadra, la possibilità di imparare e migliorare tecnicamente. E potrei continuare all’infinito». 
Ruolo?
«Sono duttile e posso giocare in molte posizioni. Anche se la specialità che prediligo è farmi trovare dietro l’arco dei tre punti».
Come hai conosciuto i Wildcats? 
«Me ne ha parlato molto bene più di una persona, sia della società che dello staff tecnico. Ho apprezzato la serietà, l’ambizione e la voglia di migliorare noi giocatori. Ci sono delle persone molto presenti e vicine alla squadra che guardano prima alla persona e poi al giocatore». 
Quale il momento della stagione che preferisci?  
«La partita è chiaramente il momento più intenso ed emozionante, non sarebbe possibile però senza una buon allenamento. I playoff sono poi l’apice della stagione, una cosa a sé che permette di esprimersi al massimo sia a livello individuale sia come collettivo».
Hai altre passioni oltre al Basket? 
«Seguo sempre il Calcio e molti altri sport come il Tennis, la Formula 1 e la MotoGP. Mi piace molto la natura, coltivare il mio piccolo orto e il fai-da-te, magari con della buona musica come sottofondo».
 
FONTE: UFFICIO STAMPA WILDCATS BASKETBALL MOTTAImage[/cs_content_seo]