Upcoming MatchPall. Valdobbiadene vs WBM serie D/6 Dicembre 2020/Palestra ISISS 'G.Verdi' via San Venanzio 21 Valdobbiadene (TV)
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ANNA PUIATTI, IL CAPITANO-BATTERISTA SUL PARQUET DA PIÙ DI 30 ANNI.

«Cerco di trasmettere la mia passione alle compagne più giovani. Cioè a tutte!»

MOTTA DI LIVENZA – Ha iniziato quasi per caso: da allora di primavere ne sono passate 33. E non ha ancora smesso.

Anna Puiatti, all’anagrafe Annalisa, 45 anni, ha cominciato a mirare il canestro quando aveva 12 anni: era reduce da un’esperienza nell’atletica leggera a scuola; aveva praticato anche nuoto.
Ha giocato per diverse società: Porcia, Pordenone, Casarsa, Godega. Poi Padova, Mestre e di nuovo Pordenone e Casarsa. Ha giocato principalmente in Serie B e C. Con il Mestrina, dove ha disputatoo tre stagioni, ha centrato la promozione in A3.
E quando ormai pensava di smettere col Basket giocato è arrivata la chiamata dei Wildcats dove calca il parquet da due stagioni.
Come hai iniziato a giocare?
«Un po’ per caso. Quando andavo a scuola il professore di ginnastica dei maschietti aveva la passione per questo sport. La mia professoressa invece ci faceva fare ginnastica artistica con tanto di nastrini… vi lascio immaginare…
Giochicchiavo tra compagni, così a scuola un giorno è passato un dirigente del Porcia. Mi ha chiesto di andare a giocare nella società che allora di chiamava Propaganda. Credo fosse l’attuale Under 13 femminile. Ho iniziato così. Da allora sono passati 33 anni…».
E arrivi a Motta.
«Sono qui da due stagioni, non vogliono che mi ritiri in pace…».
Chi è Anna?
«Sono una persona con molta passione per questo sport. È la passione che mi ha fatto continuare nonostante mille avversità. Ho giocato anche a Padova e Mestre senza nemmeno un euro di rimborso. Solo e soltanto per la passione».
E cos’è allora per te il Basket?
«È una disciplina che mi ha insegnato parecchio. Per prima cosa, insegna a non mollare mai, perché chi la dura la vince quasi sempre. Educa al duro lavoro, che paga sempre. Se ti impegni, anche se non sei un fenomeno, puoi comunque arrivare lontano. E questo vale anche nella vita. E poi insegna il rispetto per gli altri, compagni o avversari non fa differenza. Inoltre mi ha pure regalato amicizie bellissime che durano una vita. Passione, determinazione e sacrificio sono state le mie armi per giocare così a lungo».
Una giocatrice dunque esperta…
«Sono il capitano della mia squadra, quindi cerco di dare l’esempio alle mie compagne più giovani. E cioè tutte! Cerco di trasmettere ciò che mi ha insegnato questo sport. Anche se forse dai giovani di oggi non è così semplice farsi rispettare e capire».
Come hai conosciuto la famiglia WBM?
«Prima in campo da avversaria e poi, tramite un amico, mi sono fatta trascinare in questa bellissima realtà. Devo dire che sono felice di far parte della famiglia e che sarebbe stata una figata farvi parte quando avevo vent’anni. Per come si lavora, per le opportunità che si aprono e per tutti gli eventi in programma. Quando ero giovane, se non c’era allenamento, automaticamente non c’erano tante alternative né in sala pesi né altro. L’unica via d’uscita era il campo».
Quale il momento che preferisci nel corso della stagione?
«Ovviamente le partite. Tuttora mi danno un’adrenalina pazzesca. E poi le serate con le compagne di squadra… e non aggiungo altro!».
Al di fuori dell’ambito Basket, quali i tuoi hobby?
«Amo ascoltare musica e suonare ogni tanto con la mia batteria. La musica è sempre stata parte fondamentale nella mia famiglia e fin da piccola ne sono stata a contatto. Poi sono appassionata di viaggi e delle novità tecnologiche».

FONTE: UFFICIO STAMPA ASD WILDCATS BASKETBALL MOTTA

Enrico Granzotto
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