Upcoming MatchPall. Valdobbiadene vs WBM serie D/6 Dicembre 2020/Palestra ISISS 'G.Verdi' via San Venanzio 21 Valdobbiadene (TV)
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ALICE FAGOTTO«“NON SONO CAPACE” NON ESISTE NEL MIO VOCABOLARIO»

Alice Fagotto, perennemente in lotta sotto canestro, è anche una valente fotografa. E pure pianista.

MOTTA DI LIVENZA – Alice Fagotto gioca a basket dal 2013: ha iniziato al Concordia e dall’anno scorso veste la maglia Wildcats. Giovane ma determinata e con le idee chiare, racconta un po’ la sua passione per questa disciplina. Che ha un certo punto voleva abbandonare, almeno per una stagione.

Chi è Alice?
«Sono una persona molto determinata in ciò che faccio, soprattutto se è una cosa che amo nel profondo, come il basket. Se non si vince? Non è un problema perché penso sia il primo passo per imparare e per spronare la squadra a dare di più».
Quali le tue caratteristiche in campo?
«Per natura sono ottimista e cerco sempre di essere al 100% in ogni partita e allenamento. Per quanto mi riguarda “tentare non nuoce”. Quindi per me non esiste un “non sono capace” ma al massimo “spiegalo un’altra volta” e ci riproverò».
Quando e in che modo ti sei avvicinato al basket?
«Giocavo un torneo di pallamano a scuola. Il mio professore, all’epoca allenatore di pallacanestro, vedendomi giocare mi ha fermata e spinta a provare un allenamento di basket. Al momento ero interdetta, ma alla prima seduta era già amore a prima vista.  E da lì ho iniziato ad allenarmi con costanza».
Il basket come momento anche formativo…
«Amo il basket perché oltre all’essere uno sport completo, dietro la squadra c’è una famiglia dalla quale faccio fatica a separarmi. Il basket non è solo fisicità, è anche ragionamento, logica e, perché no?, furbizia. L’insieme di tutte questi aspetti  rende questa disciplina la migliore».
In che ruolo giochi?
«Faccio parte della squadra di Promozione femminile, sono un “5” e il mio ruolo è cercare di prendere più rimbalzi possibili e lottare per la palla sotto canestro. La difesa nel mio ruolo è molto importante: bisogna sempre essere attivi e più si spinge più è probabile che la palla arrivi in mano».
Come sei arrivata a Motta?
«Ho conosciuto la società biancoverde tramite il mio professore di educazione fisica del liceo, il professor Maurizio Moretto. In realtà volevo prendermi un anno sabbatico al termine di un periodo un po’ difficile con la mia precedente società. Non volevo più giocare in quelle condizioni. Ebbene il professore, sentendomi parlare di questo con un’altra ragazza che giocava a pallacanestro, mi ha indirizzato verso questa società. Devo dire che sono molto contenta di non aver preso quella stagione. Mi trovo bene e sono davvero felicissima sia della società che della squadra in cui gioco».
Qual è il momento che preferisci nel corso della stagione?
«Non ho un momento in particolare, ogni attività della squadra ha una sua importanza specifica, dagli allenamenti magari faticosi e terminanti con un po’ di festa, alla tensione della partita. Sono emozioni del tutto differenti ma restano ugualmente impresse nella memoria».
Al di fuori dell’ambito basket, quali sono le tue passioni?
«La fotografia e la musica. La fotografia principalmente mi rilassa e necessita di tempo per scattare al momento giusto. Inoltre suono il pianoforte da quando sono bambina e ho sempre cantato in un coro che, per una questione di impegni, ho dovuto abbandonare. Ma nulla di ciò che ho imparato è stato dimenticato, suono ancora e canto. E quando ho la possibilità mi esibisco in qualche Karaoke».

FONTE: UFFICIO STAMPA WILDCATS BASKETBALL MOTTA

Enrico Granzotto
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