Ceron, figlio d’arte, confermato in maglia Wildcats

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Classe 1984, il pivot con la maglia numero 7 spiega: «A Motta si sta bene, società seria».

MOTTA DI LIVENZA - Fabio Ceron riconfermato in maglia Widcats per il secondo anno consecutivo. Sulla maglia dell’esperto pivot classe 1984  c’è il numero 7: Cristiano Ronaldo a parte, è il numero di Carmelo Anthony. Così, per dire. 

 

Per Fabio sarà il secondo anno in riva alla Livenza. Prima ha giocato a Nervesa, Silea, Spresiano, Priula, Aviano, San Vito al Tagliamento, Oderzo, Roncade, San Donà. È un prodotto delle giovanili della Benetton Basket Treviso.

Per chi non ti conosce ancora, chi è Fabio? 

«Credo di essere una persona seria e disponibile. Ma al contempo ho un carattere divertente e scherzoso. E soprattutto ho una passione sterminata per la pallacanestro. Una delle mie caratteristiche è la voglia di conoscere sempre cose nuove».

Quando ti sei avvicinato al basket? 

«Fin da piccolo seguivo le partite di basket di mio padre. Devo dire che il colpo di fulmine è stato istantaneo. Il basket è bello perché da una parte è divertente, ma dall’altra è uno sport logico. Soprattutto per avere dei buoni risultati  serve tanta applicazione, serietà, costanza anche a livello mentale, non solo fisico».

Perché apprezzi proprio questa disciplina?

«Nel Basket nulla è scontato: i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo. Una partita non è mai chiusa fino al fischio finale. E soprattutto serve tanta alchimia tra i componenti della squadra altrimenti difficilmente i risultati arrivano».

Quali i tuoi obiettivi?

«Penso a giocare con serietà ed abnegazione. Cerco di allenarmi bene, sfruttando ogni allenamento per crescere. Qui c’è la possibilità di imparare sempre e non mi lascerò sfuggire questa possibilità». 

Come hai conosciuto la famiglia WBM? Come ti trovi?

«Sto molto bene a Motta. Ho conosciuto questa società inizialmente da giocatore avversario nel campo di basket e ne ho apprezzato da subito la serietà nel lavoro». 

Qual è il momento che preferisci nel corso della stagione?

«Sono molteplici e difficilmente scindibili tra di loro. Alla fine far parte di una squadra è qualcosa di unico: sia a partire dai primi allenamenti, sia nella partita che nel dopogara. Magari anche solo bevendo una birra insieme».

Al di fuori del campo da Basket, c'è una passione che ti caratterizza e perché?

«Adoro ascoltare musica live in concerti, girare in moto e scoprire posti nuovi. Mi piace fotografare questi momenti speciali e tenere gli scatti come ricordo».

FONTE: UFFICIO STAMPA WILDCATS BASKETBALL MOTTA